Intervista Carlotta Bisio - Occhi Aperti - 03-07-09 PDF Stampa E-mail

UNA SCOMMESSA VINTA

Carlotta Bisio, attrice non vedente, ci racconta la sua avventura sul palcoscenico.

Attrice e non vedente. Chi l'ha detto che non si può? Carlotta Bisio c'è riuscita. Da tre anni ha perso la vista eppure continua a raccogliere applausi sui più prestigiosi palcoscenici della provincia di Torino. Una rara malattia, la retinite pigmentosa, le ha oscurato gli occhi. Ma non la voglia di mettersi in gioco di continuare a condurre una vita "normale" fatta di lavoro. famiglia ed una grande passione. II teatro. Da oltre 11 anni recita nella compagnia "Affetti collaterali" diretta da Pierluigi Cappelletto. Con la degenerazione della vista tutto sembrava compromesso. E' bastato qualche piccolo accorgimento e tanta buona volontà per superare gli inevitabili problemi di un handicap così grave. Tant'è che oggi Carlotta, 51 anni ex impiegata
Fiat in pensione, è un'attrice affermata, ad un passo dal professionismo.

Com'è nata questa passione?
Quasi per caso. Undici anni fa andavo a vedere le prove della compagnia "Affetti collaterali" perché un mio
amico ne faceva parte.

E poi?
Un giorno un'attrice si è allontanata a causa della maternità. Mi hanno chiesto di sostituirla interpretando un piccolo ruolo. Da quel momento non ho più smesso.

Come hai fatto a sconfiggere i problemi della vista?
Semplicemente mi preparo prima. Prendo confidenza con il palco e con gli spazi scenici.

E le battute ?
La fatica è doppia. Devo imparare a memoria tutto il copione, non solo le mie parti. MA non importa. La soddisfazione di un applauso a scena aperta mi ripaga di tutto.

Dietro le quinte ?
Ho l'assistente di palco che mi da una mano.

II pubblico percepisce latua disabilità?
Non penso. Nel 2006 ho ricevuto il premio "teatro al centro" promosso dal comune di Torino. La giuria è
venuta a conoscenza del mio handicap solo dopo aver stabilito il vincitore.

In qualche occasione si è rivelata utile la tua disabilità?
In uno spettacolo era previsto un protagonísta non vedente. Con l'aiuto dell'amico Emanuele Ferrarese siamo riusciti a far calare l'attore nella parte. Il pubblico pensava fosse cieco per davvero! Dicevano "Povero ragazzo, è così bello e non ci vede...".

E a te piacerebbe interpretare la parte di una non vedente?

Sì, ma non mi è mai capitato. Vorrei portare in scenail nostro mondo, anche perché molta gente ha un'idea
distorta delle persone cieche.

La parte alla quale sei più affezionata?
Madame Lupin. una vecchia ladra in pensione.

E quella in cui hai incontrato maggiori difficoltà ?
Nello spettacolo Almost Blue, dove è previsto un notevole contrasto luce e buio.

Adesso?
Ho avuto qualche esperienza come regista. Ma è decisamente più faticoso. Ci si sente impotenti a stare
dietro alle quinte.

Si può dire che ormai la passione per il teatro è diventata un affare di famiglia....
Già, anche mia figlia ha iniziato a recitare. Anche lei per caso, le avevo chiestouna sostituzione... e adesso fa la comparsa a Centovetrine e tiene lezioni di dizione.

Stefano Bongi

 

Free template 'Colorfall' by [ Anch ] Gorsk.net Studio. Please, don't remove this hidden copyleft!